I risultati di recenti studi sul ciclo di vita di prodotti alimentari (compresi gli studi LCA effettuati da INALCA), confermano che in media meno del 20% degli impatti ambientali espressi come carbon foot print e water foot print deriva dalla fase di “processo”, ovvero dalla vera e propria produzione del prodotto stesso, a fronte di circa il 70% di impatto causato dalle fasi di produzione delle materie prime agricole.

Distribuzione degli impatti ambientali nella filiera dell’hamburger

Buone pratiche agricole

Sulla base di questi dati, per INALCA è condizione irrinunciabile il coinvolgimento dei propri allevatori nel perseguire questi obiettivi. A tal fine, INALCA partecipa attivamente e promuove l’utilizzo di standard volontari e buone pratiche agricole al fine di elevare il grado di sostenibilità della filiera produttiva nel suo complesso, incrementandone al contempo efficienza e competitività.

Misurazione della sostenibilità
nelle aziende agricole

Nello specifico, per l’analisi della sostenibilità nelle aziende agricole, INALCA utilizza lo strumento messo a punto dalla piattaforma internazionale SAI PLATFORM (Farmer Self Assessment – FSA), alla cui redazione sta attivamente partecipando e gli studi di LCA basati sulla metodica definita dall’EPD© System. Questi strumenti verranno utilizzati per cogliere al meglio la specificità della filiera bovina nazionale e saranno comprensivi della valutazione degli impatti ambientali di maggior rilievo, primo fra tutti la valutazione delle risorse idriche e delle emissioni di gas ad effetto serra, consentendo di individuare aree di forza/debolezza ed i percorsi di miglioramento più efficaci.